Biblioteca

Responsabile

Maria Letizia Arancio
e-mail: marialetizia.arancio@beniculturali.it    

Inscindibilmente legata alla storia e all'attività del Museo fin dalla sua istituzione (decreto del 7 febbraio 1889) è la Biblioteca della Soprintendenza, ospitata nel suo nuovo allestimento all'interno dell'impianto industriale edificato nel 1870 dalla famiglia Riganti a ridosso del complesso monumentale della Villa Poniatowski e, più precisamente, negli spazi dell'Essiccatoio che sovrasta le Concerie, spazi così ampi e luminosi da accogliere, fino all'acquisizione del complesso da parte dello Stato nel 1988, gli studi di intellettuali ed artisti famosi quali, fra gli altri, Mario Schifano e Piero d'Orazio.

La Biblioteca è dotata di un ricco patrimonio librario (circa 19000 titoli), nell'ambito del quale spicca un nucleo di edizioni rare risalenti alla prima metà del XIX secolo. Riorganizzata nel 1951, ha assunto nel tempo una connotazione specialistica, sviluppata attraverso un'attenta politica di accessioni che ha privilegiato da un lato il territorio di competenza e dall'altro gli studi etruscologici, per fornire al personale scientifico che opera nella Soprintendenza un fondamentale strumento di conoscenza, indispensabile presupposto per una corretta ed efficace attività di tutela, di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio archeologico. I testi sono immessi per acquisto, per dono o per scambio. Tra le accessioni più cospicue sono da annoverare anche alcune donazioni: si tratta di tre importanti nuclei bibliografici, già appartenuti ad altrettanti archeologi di chiara fama, afferiti alla Biblioteca in tempi diversi: il fondo Raniero Mengarelli (costituito da monografie, cataloghi, periodici, estratti ecc., -circa 700 titoli-), pervenuto alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso; il fondo Maria Santangelo (costituito da monografie, cataloghi, periodici, estratti ecc. -circa 1200 titoli-) pervenuto nel 2000 e, di recente, il fondo Mario Moretti (costituito da monografie, cataloghi, periodici, estratti ecc.- circa 1000 titoli-), pervenuto nel 2011. A questi è da aggiungere il piccolissimo fondo Massimo Pallottino (costituito da un centinaio di estratti), acceduto nel 1997.

Tra le diverse sezioni in cui la biblioteca si articola, particolarmente rilevante è quella dei periodici -in numero di 360- che include alcuni fra i più autorevoli titoli italiani e stranieri (basti citare per tutte le collezioni delle Notizie degli Scavi, di Studi Etruschi, di Archeologia Classica, delle Mitteilungen des Deutschen Archaeologischen Instituts Roemische Abteilung, delle Mélanges de l'Ecole Française de Rome. Antiquité, ecc.); non meno ricche sono la sezione etruscologica e quella dedicata alla ceramica antica, che accolgono una cospicua, fondamentale produzione scientifica, mentre tra le opere in continuazione si distinguono, accanto alle edizioni di scavi particolarmente importanti (Athenian Agora, Corinth, Kerameikos, Lefkandi, Meligunís Lipára, Olympische Foschungen, ecc.), le collezioni del Corpus Vasorum Antiquorum (Italia, Francia, Germania, Inghilterra, U.S.A., Paesi Bassi ecc.) con oltre 200 volumi relativi ad altrettanti Musei italiani ed esteri, del Corpus Speculorum Etruscorum, ecc. ed altri importanti repertori come il Lexicon iconographicum mythologiae classicae e il Thesaurus cultus et rituum antiquorum (ThesCRA).

Nel nuovo allestimento, interamente curato dalla Soprintendenza, alla Biblioteca d'Istituto si è affiancato un altro importante fondo, che vanta oltre 14000 titoli fra monografie, periodici ed estratti, depositato nel 2006, in forza di una specifica convenzione, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico. Si tratta della biblioteca appartenuta a Massimo Pallottino, studioso eminentissimo e padre della moderna Etruscologia. Acquistata nel 1996 dall'Istituto per l'Archeologia etrusco-italica del CNR per volontà del suo Direttore, Mauro Cristofani, grazie all'accordo con la Soprintendenza, tale importante raccolta bibliografica è oggi nuovamente fruibile.

Si delinea dunque la fisionomia di una biblioteca specialistica che si vorrebbe al più presto aperta ad un pubblico di studiosi esterni, di ricercatori e di cultori della materia: purtroppo per ora questo non è possibile, siamo solo agli inizi di un percorso che si preannuncia lungo e non propriamente agevole.

La biblioteca è chiusa al pubblico.