Novità dagli scavi in corso a Vulci: un sigillo egizio dalla necropoli dell'Osteria

27/04/2013

Necropoli dell'Osteria (Vulci): scarabeo egizio

La prosecuzione delle indagini archeologiche nella necropoli dell'Osteria a Vulci, nel settore prossimo alla "tomba della Sfinge" (la cui enigmatica statua è in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Vulci fino al 31 maggio), realizzate dalla soc. Mastarna srl sotto la direzione del Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale Alfonsina Russo, e coordinate da Patrizia Petitti, continua a restituire risultati di grande importanza insieme ad oggetti inconsueti e di pregio, appartenenti ai corredi deposti accanto ai defunti per accompagnarli nella vita ultraterrena.

Tra i materiali appena recuperati anche un prezioso scarabeo-sigillo egizio, risalente con molta probabilità alla XXV-XXVI dinastia (746-525 a.C.), che riporta sul verso un cartiglio ed il segno "hr", il dio falco Horus munito di flagello ed ancora il segno "nb"; e parrebbe rimandare al faraone Nekao I (672-664 a.C.) o Psammetico I (664-610 a.C.).

Questi oggetti erano utilizzati per imprimere i decori su boli di argilla destinati a sigillare ad esempio giare, cofanetti, casse o rotoli di papiro. La presenza di manufatti di fattura egizia nelle tombe etrusche, nota da tempo ma di certo non frequente, è chiaramente indice del ruolo aristocratico del defunto.

Le accurate indagini stratigrafiche in corso in questa necropoli permettono finalmente di raccogliere un'infinità di informazioni sul mondo vulcente tra VIII e VI secolo a.C. e confermano la straordinaria ricchezza che caratterizzava la vita dell'aristocrazia nel periodo di massima fioritura della grande città etrusca.