Villa Bruschi Falgari

La necropoli della prima età del ferro

Responsabile: Flavia Trucco

Gruppo di ricerca: Barbara Barbaro, Daniela De Angelis, Claudia Minniti, Rita Vargiu

 

Villa Bruschi Falgari, lo scavo

Villa Bruschi Falgari, sezione di una tomba in scavo

 

La necropoli villanoviana di Villa Bruschi Falgari è stata scoperta nel 1998 grazie a lavori stradali. Essa costituisce un rinvenimento eccezionale per la buona conservazione dei corredi e per le testimonianze di rituali complessi che permettono di ampliare in profondità le conoscenze sulle caratteristiche socio-economiche e culturali della comunità cui si deve la fondazione di Tarquinia etrusca.

La necropoli fu utilizzata per alcune generazioni nel periodo iniziale della prima età del ferro (tra il 950 e il 850 a.C. secondo la nuova cronologia; nel IX secolo a. C. secondo le date convenzionali) da una comunità che probabilmente viveva sulla vicina collina, in località Infernaccio. Sei deposizioni in fossa attestano un limitato riutilizzo dell'area sepolcrale nell'Orientalizzante (fine VIII secolo - prima metà del VII secolo a.C.).

Sono state necessarie 6 campagne di scavo diluite in 11 anni per completare lo scavo della necropoli. Le tombe della prima età del ferro (fine X-inzi VIII secolo a. C.) scavate sono 246, di cui 239 ad incinerazione e soltanto 7 ad inumazione in fossa. Infatti, il rito funerario quasi esclusivo in questo periodo è l'incinerazione: i corpi erano bruciati su pire la cui temperatura si aggirava tra i 600° e i 900°.

I resti cremati venivano raccolti in un'urna d'impasto nerastro lavorato a mano e deposti, assieme al corredo, all'interno di un pozzetto, chiuso da una lastra in pietra, spesso circondata o coperta da altre pietre. Nel pozzetto insieme all'urna viene spesso deposta anche parte della cenere residuo della cremazione.

In alcune sepolture di personaggi eminenti l'ossuario era collocato all'interno di un contenitore cilindro ovoide o rettangolare in pietra, quasi sempre nenfro.

Secondo il rituale villanoviano l'ossuario è perlopiù chiuso da una scodella, rovesciata nelle tombe degli adulti, rivolta verso l'alto nelle tombe infantili. In alcune sepolture maschili la scodella è sostituita da una imitazione in ceramica di un elmo metallico, il cui apice può essere configurato a tetto di capanna, sommando la valenza di simbolo di capo famiglia e capo militare.

Villa Bruschi Falgari, sezione di una tombaL'urna biconica nelle sepolture di livello elevato era ornata da collane di anelli di bronzo e poteva essere avvolta in stoffe impreziosite con elementi decorativi in bronzo e osso, quali fibule ad arco e staffa breve, borchiette, spiraline, anellini e catenelle di bronzo, divenendo così la rappresentazione stessa del defunto.

I corredi ornamentali, spesso indossati dal defunto al momento della cremazione, erano inseriti di norma all'interno dell'urna. Le parure di ornamenti, sono chiaramente distinte a seconda del sesso del defunto. Quelle maschili sono generalmente molto semplici e prevedono una singola fibula serpeggiante, spesso di grandi dimensioni e deposta integra al di sopra delle ossa. Quelle femminili sono assai più articolate; la maggior parte sfoggia una o due fibule fino ad un massimo di sette esemplari, quasi sempre accompagnate dalla coppia di fermatrecce. Diffuse anche le collane di anelli e vaghi lenticolari in pasta vitrea, osso, più raramente ambra e le catenelle; rari sono i braccialetti a spirale e i pendagli configurati. In circa la metà delle tombe femminili sono presenti anche utensili per la lavorazione dei filati, fuseruole e conocchie composite.

Il corredo ceramico, realizzato a mano in impasto e presente nel 41% delle sepolture intatte, è composto di norma da tre o quattro vasi di piccole dimensioni ed è sempre collocato dopo la deposizione dell'urna. Nei corredi complessi sono spesso presenti oggetti in ceramica di natura simbolica e cerimoniale, come vasi a più recipienti o riproduzioni in miniatura di carri e di imbarcazioni, che dovevano essere impiegati nell'ambito di complessi rituali di offerta al defunto o alle divinità che si credeva presiedessero al mondo dei morti.

Le donne sepolte nella necropoli sono il 56 % degli individui, mentre gli uomini sono soltanto il 29%. Gli individui infantili, morti entro i 12 anni di età, sono il 18%, ben al di sotto del valore normale per questo periodo.