Torrinpietra - Colli delle Tre Cannelle

Flavia Trucco, Barbara Barbaro, Andrea Schiappelli

un frammento con decorazione in stile Grazie alle indagini di archeologia preventiva che la Soprintendenza sta conducendo nel territorio comunale di Fiumicino (interessato da un gran numero di lottizzazioni edilizie) a cura di Daniela Rizzo, nella località compresa tra il km 27 della Via Aurelia e Via della Muratella Mezzana, denominata "Colli delle Tre Cannelle", a circa 4 km dalla costa tirrenica, nel 2009 sono state rinvenute tracce di frequentazione riconducibili alla facies culturale "appenninica" (circa 1400- 1325 a.C.), probabilmente pertinenti ad attività legate alla sussistenza ed allo sfruttamento agricolo, in corrispondenza di una vallecola attraversata dal corso di un antico paleoalveo, la cui incisione è ancora oggi parzialmente visibile lungo le pendici sudovest del colle.

Non sono state individuate aree ad uso abitativo. Sulla base di quanto rinvenuto, e in base alla posizione degli insediamenti coevi dell'Etruria meridionale, si presume tuttavia che l'area residenziale potesse trovarsi nelle vicinanze e forse immediatamente a E, sul basso ripiano sommitale soprastante.

Nel corso delle ricerche sono state riconosciute due fasi di attività principali: la prima relativa a funzioni svolte lungo la sponda del paleoalveo ancora attivo; la seconda relativa probabilmente ad attività agricole.

Alla prima fase si attribuiscono i resti di una buca circolare (diametro di circa 1,40 m, profondità 0,85 m), scavata nel sostrato argilloso. Tale fossa è stata interpretata come cisterna per la raccolta dell'acqua o alternativamente come deposito per derrate.

Poco più a sudovest, si trovava un focolare a pianta sub-circolare, con diametro di ca. 1,20 m, caratterizzato dalla presenza di frammenti ceramici d'impasto bruciati, ossa animali combuste, numerosi carboni e resti di una piastra di cottura in stato di forte degrado. Colli delle Tre Cannelle - pianta del Focolare 2

Un secondo focolare è stato rinvenuto ancora lungo la sponda ovest del paleoalveo: di forma circolare anch'esso, (diametro 1,20 m, profondità 0,20 m), caratterizzato dalla presenza di ingenti porzioni di vasi in stato frammentario, posizionate intenzionalmente in modo da formare la piastra di cottura. Si distinguevano almeno tre vasi differenti: una scodella ad orlo rientrante, una ciotola carenata di medie dimensioni e una ciotola carenata profonda di grandi dimensioni con ansa a maniglia quadrangolare ed apici rilevati impostata sulla carena, quasi integra. particolare di un vaso nel Focolare 2

Il secondo gruppo di attività sembra differenziarsi dal precedente per una probabile diversa destinazione d'uso dell'area. Le principali evidenze archeologiche erano rappresentate da alcune cunette della larghezza variabile tra 0,30 e 0,60 m e della lunghezza di almeno 20 m, con profondità comprese tra 0,20 e 0,40 m. Ne sono state individuate con certezza almeno sei, parallele tra loro, tutte con andamento NE-SW, con riempimento di terreno scuro carbonioso, e con numerosissimi frammenti fittili, spesso di dimensioni molto ridotte, e, in misura minore, di ossa animali e frammenti di macine in pietra lavica. Sulla base dei confronti con casi analoghi di epoche successive, e perlopiù di età arcaica, appare verosimile l'interpretazione delle evidenze come canali di irrigazione, il cui sistema drenante era ottenuto tramite l'alloggiamento di inclusi di piccola pezzatura, sia di tipo ceramico, sia litico.

un frammento di vaso con tipica decorazione in stile

 

La maggior parte del materiale fittile diagnostico rinvenuto sembrerebbe inquadrabile nell'ambito del Bronzo Medio 3 (circa 1400- 1325 a.C.). Frammenti con decorazione incisa in stile "appenninico" sono stati rinvenuti in entrambe le fasi stratigrafiche, senza apparenti differenze nelle fogge o nei motivi decorativi. Tra questi ultimi sono riconoscibili motivi complessi a spirale, a meandro e metopali; sono presenti anche triangolini e quadratini ad intaglio, organizzati in diverse sintassi.  Unico elemento di recenziorità riferibile alla seconda fase di utilizzo è la presenza in uno dei canali agricoli di un'ansa verticale conformata a protome ornitomorfa rivolta verso l'interno con caratteri tipologici tipici del Bronzo Recente (circa 1325- 1175 a.C.).

 Colli delle Tre Cannelle- distribuzione di siti coevi limitrofi

 

Dal punto di vista topografico, il complesso di Colli delle Tre Cannelle (1) si inserisce in un più vasto territorio con testimonianze coeve sulla stessa fascia collinare a ridosso della costa rappresentate dai complessi di Palidoro (2) e Le Cerquete Olivetello (3). Verso l'interno, gli insediamenti più vicini sono, Castel Lombardo (10), Le Colonnacce (4) e poco più distanti, in direzione NE e E, sono i rinvenimenti di Procoio (12), Fosso della Bottaccia (5), Riserva dei Grottoni (6) e Casotto (7). Si tratta di contesti, compreso quello in esame, tutti a potenziale difensivo medio o basso. I più vicini insediamenti ad alto potenziale difensivo sono Torre di Tragliatella (8) e Castel Campanile (11) verso N e Monte Roncione (9) verso SE.