Soriano nel Cimino - Monte Cimino

In vetta alla Tuscia prima degli Etruschi. Testimonianze dell'età del bronzo sul Monte Cimino

Direzione scavo: Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale - Dipartimento di Scienze dell'Antichità, Università "La Sapienza" di Roma

Gruppo di ricerca: Barbara Barbaro, Andrea Cardarelli, Isabella Damiani, Francesco di Gennaro, Nicola Ialongo, Andrea Schiappelli, Flavia Trucco.

Monte Cimino

 

Monte Cimino, la torre

 Monte Cimino, modello tridimensionaleLe prime ricerche sul Monte Cimino (1053 m slm) furono condotte alla fine del XIX secolo da A. Cozza e A. Pasqui che pubblicarono la sezione di una imponente cinta muraria. Dagli anni settanta del novecento vari studiosi, in particolar modo Francesco di Gennaro, hanno effettuato raccolte di superficie, confermando la presenza di cinte murarie e individuando materiali attribuibili  al Bronzo Finale ( XII -X secolo a.C).

Nel 2009 e nel 2010 la collaborazione scientifica fra Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale e Cattedra di Protostoria Europea dell'Università "La Sapienza" di Roma ha dato luogo ad un progetto di ricerca. al quale hanno partecipato anche studenti della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici,  del corso di laurea magistrale in Archeologia dell'Università "La Sapienza" di Roma, e gli archeologi della cooperativa Matrix 96, che ha curato anche l'organizzazione e la conduzione sul campo delle campagne di scavo.

L'insediamento sul Monte Cimino comprende un grande pianoro basale (circa 5 ha), almeno parzialmente interessato da una cinta muraria di pietrame, e un piccolo pianoro sovrastante (circa 0,4 ha) racchiuso da una imponente cinta di pietre, al disopra del quale si eleva ulteriormente l'area sommitale di poche decine di m2.

La cinta del pianoro sommitale (settore 2)

Sono stati indagati e rilevati, nel lato Sud del pianoro superiore, i resti di una imponente cinta muraria che risulta conservata per un'altezza di 6 m e per una larghezza complessiva di 18 m.). All'esterno, la cinta presenta più filari di pietre di forma regolare e tendenzialmente squadrata. Internamente la tecnica costruttiva è a "cassoni", con allineamenti perpendicolari alla cinta, riempiti di terreno e scaglie di pietra. I materiali archeologici associati datano la fase finale tra la fine del IV e l'inizio del III sec. a.C.; al di sotto vi sono evidenze che fanno ritenere plausibile una fase costruttiva del VII sec. a.C. Lo strato più antico presenta alcuni blocchi di trachite affiancati e frr. databili esclusivamente al BF.

Le evidenze in prossimità della vetta (settore 1)

Monte Cimino, sezioni del settore 1

La vetta del pianoro sommitale risulta ulteriormente rilevata di oltre 5 m.. Il settore di scavo si trova nel lato Sud, ai piedi della torre eretta nel novecento dal Genio Militare. I livelli archeologici più alti presentano reperti attribuibili ad età contemporanea, frammisti a resti di età etrusca e protostorica. Il sottostante deposito, per uno spessore di ca.1,6 m è invece pertinente ad età protostorica. Il margine meridionale della vetta è delimitato da una muraglia a secco, indagata per ora solo parzialmente, costituita da una struttura probabilmente a gradoni simile a quella utilizzata per le cinte individuate nei settori 2 e 4. L'andamento di tale struttura sembra curvilineo e appare delimitare uno spazio di almeno 100 m2. Il muro a secco, che presenta un alzato di circa 1,6 m rispetto al probabile piano originale, è sorretto verso l'interno da una serie di contrafforti radiali e sembra addossato, verso sud, a 4 grandi massi di trachite. Le strutture in muratura poggiano su un livello di suoli più antichi, indagati solo in minima parte, databili alle fasi iniziali del Bronzo Medio (ca XVII _ XVI sec. a.C).

Il deposito formatosi in relazione alle strutture murarie appare riferibile alla fine del Bronzo Finale (X sec. a.C.). Le fasi d'uso sono caratterizzate da un'alternanza di spessi strati carboniosi, ricchi di materiali archeologici, e da livelli di colore rossastro sterili, interpretabili come colmate. Da questo settore proviene una consistente quantità di materiale, fra cui un vaso zoomorfo decorato con sottili solcature a pettine e piccole cuppelle, raffigurante probabilmente un bovino.

Le evidenze strutturali dal pianoro basale (settore 4)

Le ricognizioni condotte nel 2009 hanno individuato un affioramento di materiale protostorico sul lato S del pianoro basale, tra i massi di un declivio da attribuire verosimilmente ad una scarpata artificiale. A seguito dello scavo del 2010 la scarpata è apparsa foderata di pietrame, per una ampiezza di circa 7 m., con filari (almeno 5) di massi regolarizzati e sommariamente squadrati, che formano 4 gradoni sovrapposti. Pietre di più piccola pezzatura erano posizionate tra un filare e l'altro. La struttura appare riferibile ad una più estesa cinta muraria. Internamente, verso il pianoro, la cinta presenta una stratificazione pertinenti ad età protostorica. Sono state identificate almeno tre fasi strutturali tutte attribuibili al Bronzo Finale :

I) Costruzione della cinta muraria lungo il ciglio del pianoro caratterizzata da gradoni nella parte esterna, in relazione a questa fase sembrano presenti anche strutture lignee che hanno probabilmente subito un incendio.

II) L'area interna alla cinta viene probabilmente risistemata attraverso strutture a "cassoni" in pietrame a secco; sono presenti pali lignei fino a 4 metri dal ciglio e si registrano in questa fase ancora tracce di incendio; i reperti si datano al Bronzo Finale avanzato, ma sono presenti anche reperti del Bronzo Finale iniziale e, in giacitura secondaria, del Bronzo Medio 1-2 (XVII _XV sec.a .C.) e del Bronzo Recente (XIII sec. a.C.).

III) Ulteriore sistemazione attraverso l'apporto di grandi quantità di terreno per formare ampi terrazzi gradonati, contenuti da filari di singole pietre. 

Prime considerazioni

- Le testimonianze protostoriche del Monte Cimino confermano che durante il Bronzo Finale l'insediamento interessava un vasto pianoro articolato, con estensione complessiva di 5-6 ha e dotato di difese artificiali costituite da imponenti cinte in pietrame. La presenza di reperti appartenenti al Bronzo Recente, al Bronzo Medio 1-2, e forse persino al Bronzo Antico, indica che l'insediamento ebbe una frequentazione più antica di cui tuttavia non possiamo, allo stato attuale, accertare la durata, la consistenza e il significato.

- La posizione particolare dell'insediamento - dominante tutta l'Etruria meridionale essendone il punto più alto - costituisce uno degli aspetti più significativi e probabilmente conferisce al complesso una valenza strategica particolare, all'interno di un'organizzazione territoriale che nel Bronzo Finale è costituita da una fitta rete di villaggi. Le evidenze strutturali della vetta e l'attestazione di materiali di norma non frequenti negli abitati (vaso zoomorfo) potrebbero forse essere riferita anche ad attività cultuali, correlabili alla posizione dominante del luogo.

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