Villa Bruschi Falgari, lo scavo della tomba 182

 Il corrredo della tomba 182La tomba 182, maschile ad incinerazione in custodia di nenfro, è stata scavata nel settembre 2004 presso il margine nordoccidentale della necropoli, all'interno della Villa. Faceva parte di un nucleo sepolcrale solo parzialmente conservato, caratterizzato da corredi di differente livello di complessità, a volte ricchi, di individui sia adulti che infantili, cresciuto intorno ad una delle poche tombe femminili ad inumazione in fossa; essa era prossima ad altre tombe con custodia litica, ed in particolare alla sepoltura femminile 209, con la quale costituiva una coppia "coniugale" di rango elevato.

La struttura tombale era costituita da un pozzo a contorno ovale, la cui profondità originale doveva essere di gran lunga maggiore di quella conservata (100 cm.).

La custodia di nenfro, di forma cilindro ovoide era posta al centro del pozzo e presentava sul fondo la cavità circolare per l'inserimento dell'urna.

All'interno era presente un primo sottile livello di terreno d'infiltrazione dal quale emergeva il corredo vascolare, in parte in frammenti, ed il coperchio dell'urna, costituito da un elmo apicato, anch'esso lesionato probabilmente dalla chiusura della custodia. Il corredo vascolare era costituito da una tazza attingitoio, cinque piattelli su piede, una scodella ed un candelabro, deposti dopo l'urna, intorno al coperchio, al di sopra della cenere.

L'urna, invece, era immersa nella cenere residuo dell'ossilegio, probabilmente in origine inserita in un contenitore di stoffa o cuoio prima della collocazione del corredo; ricca di frammenti di ossa, frustuli carboniosi, conteneva anche frammenti di due fibule, di un fermatrecce, una borchietta, anelli, molti dei quali appartenenti alla collana dell'urna, che era almeno in parte ancora in posto.

La tomba 182 in scavo All'interno dell'urna il riempimento, costituito da ossa e cenere, riempiva solo il ventre; sulla superficie era una fila di anellini della collana, scivolati all'interno a causa della frattura dell'orlo. Tra le ossa erano frammenti di una fibula ad arco e di un fermatrecce recanti traccia dell'esposizione al rogo, mentre il corredo ornamentale del defunto, costituito da una grande fibula ad arco serpeggiante, ed il rasoio, ambedue integri, deposti dopo il rogo, erano sul fondo.

La presenza di fibule ad arco di piccole dimensioni e di fermatrecce, oggetti in genere femminili, non rara nelle tombe maschili di livello elevato, può essere attribuita ad un'offerta avvenuta al momento del rogo.

I resti ossei rinvenuti sono attribuibili ad un individuo di sesso maschile, di età alla morte compresa tra i 40 e i 50 anni; la temperatura di combustione è valutabile tra i 600° e 900°.

L'associazione di custodia, elmo fittile, collana dell'urna, offerte femminili e candelabro cerimoniale concorre a segnalare l'alto rango dell'anziano defunto, analogo a quello della vicina sepoltura femminile 209 in cui la custodia si accompagna ad una tazza di bronzo, ad un orciolo a lamelle metalliche ed alla ricca parure ornamentale, tutti oggetti di grande prestigio. Questa sepoltura è dunque con ogni probabilità da attribuire ad uno dei capi del gruppo cui si deve l'uso della necropoli.