San Lorenzo Nuovo

Il santuario etrusco di Monte Landro

Direzione scavo: Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale,  Università Ca' Foscari di Venezia - cattedra di Etruscologia

Coordinamento: Enrico Pellegrini, Adriano Maggiani

il lago di Bolsena visto da Monte Landro

Sul Monte Landro, la collina più elevata dei Monti Volsinii (m. 585 s.l.m.), è in corso di esplorazione  un santuario etrusco finora praticamente sconosciuto. In realtà, la notizia del rinvenimento di oggetti che facevano pensare a un luogo di culto era nota in letteratura; ma solo nel 2011 è stata iniziata una campagna di scavo sistematico, che ha già portato a risultati scientifici di prim'ordine.

Muro San Lorenzo Nuovo

L'area interessata si estende, immediatamente al di sotto della vetta del colle, su una vasta terrazza aperta sul lago di Bolsena, circondata da un imponente muro di blocchi di pietra lavica, che svolge la funzione di contenimento del terreno e di delimitazione di uno spazio sacro. Al centro di essa sorgeva infatti un edificio rettangolare realizzato con fondazioni in blocchi di tufo accuratamente squadrati, che in base  al rapporto tra lunghezza e larghezza (3:4) corrisponde perfettamente alle prescrizioni che Vitruvio fornisce per il tempio tuscanico. Si tratta, dunque, di un tempio etrusco di pianta canonica. Tempio San Lorenzo Nuovo

L'edificio, che aveva alzato in mattoni crudi, struttura lignea e copertura in laterizio, era anche rivestito con lastre fittili riccamente decorate. Lo scavo ha infatti restituito due tipi di antefisse nimbate, una con l'immagine di un sileno che indossa una leonté e una con un volto femminile , che conservano  assai fresca la vivace policromia originaria. Insieme con le antefisse sono stati raccolti numerosi esempi di  lastre architettoniche destinate a essere inchiodate sulle parti lignee verticali (architravi e rampanti del timpano), ornate con motivi vegetali entro i quali sono inserite teste di sileni e teste giovanili; completano la serie degli elementi di rivestimento le belle tegole di gronda che conservano una vivace decorazione dipinta a palmette e fiori di loto nella parte che, sporgendo dal tetto, poteva essere vista dal basso.

L'insieme delle terrecotte decorative del tempio di Monte Landro trova i suoi confronti puntuali nella produzione  di Orvieto, in particolare di quelli attivi nella costruzione del tempio del Belvedere; ma di essi appaiono, per caratteri formali, un poco più recenti, datandosi probabilmente già all'inizio del III secolo a.C. Coerenti con questa datazione sono anche i pochi (finora) donari raccolti sul sito, ossia un modellino fittile di clava, testimonianza di un culto al dio Hercle (lo Hercules dei Romani), alcune basette in pietra sui quali erano infissi bronzetti votivi , alcuni pezzetti di bronzo fuso (aes rude) e monete, offerta comunissima nei santuari e un bel peso da telaio con contrassegno, possibile indizio di un culto a una divinità femminile.

Se il momento più alto della fortuna del santuario si pone nel III secolo a.C., forse in coincidenza con la nuova strutturazione dello stato volsiniese dopo le note vicende della deportazione della popolazione di Volsinii da Orvieto a Bolsena, la vita del santuario e del suo tempio tuscanico non è tuttavia circoscritta al periodo indicato. I documenti raccolti entro il recinto sacro attestano una frequentazione che risale al VII secolo a.C. e che si protrae almeno al II secolo d.C., come attesta una moneta bronzea di Antonino Pio. L'abbandono del tempio e la sua demolizione, probabilmente eseguita con speciali atti rituali, deve essere avvenuta intorno al 200 d.C., come attestano le ceramiche raccolte all'interno del cumulo delle terrecotte architettoniche del tempio.